Da una parte, c’è il piacere di chi dà, dall’altra, la gioia di chi riceve. Donare, secondo il vocabolario Treccani, consiste nel dare ad altri, liberamente e senza compenso, cosa utile o gradita. Una modalità particolare del dare, senza vincoli e contropartite; dare qualcosa che serva a migliorare la condizione di chi riceve.
È stato questo lo spirito alla base di Ri-cicloviaggio, il primo progetto italiano di riciclo protesi destinate all’associazione Legs4Africa, voluto da Luca Falcon e dalla moglie Giulia Trabucco, anime di Karma on the Road.
Da dove è nata l’idea?
Luca, appassionato di moto, il 4 agosto 2016 viene investito da un’auto mentre tornava a casa dal lavoro, proprio in sella alla sua moto. Nel 2019, dopo più di un anno fermo a letto, due anni di sedute fisioterapiche e quaranta interventi chirurgici, i medici convengono che amputargli la gamba sinistra è l’unica strada percorribile.
Ma ciò non lo ha fermato. Anzi, insieme a Giulia, decidono di far diventare la loro passione condivisa per le due ruote qualcosa di più concreto, come se il viaggio fine a se stesso non fosse più l’obiettivo finale, scrivono sul loro sito.
Un viaggio in senso reale e metaforico in cui la moto non è solo un mezzo di trasporto e non è l’unico.
Il 1° settembre di quest’anno, lui in sella a una bici e lei alla guida di un camper, partono da Verona e decidono di attraversare l’Italia per raccogliere protesi usate da far arrivare in vari centri riabilitativi dell’Africa Sub-Sahariana.

Tra le tappe del percorso, c’è stata anche la città di Palermo. Qui, nel weekend di metà ottobre, in loro compagnia, abbiamo condiviso momenti davvero intensi:
- la consegna delle protesi usate all’ospedale Buccheri la Ferla, in occasione della quale, ha avuto luogo anche l’incontro con un gruppo di motociclisti facenti parte dell’associazione Angeli in moto, che hanno contribuito donando alcune protesi;
- l’incontro con Giovanni, il figlio del caro smontabile Nanni, che ha devoluto la protesi del padre, venuto a mancare nelle settimane precedenti;
- la visita a Gli Smontabili, la mostra dedicata al reinserimento della persona amputata, allestita per l’occasione dal fotografo Salvo Gravano nel locale Al Fresco, giardino e bistrot sito a pochi passi dalla Cattedrale del capoluogo siciliano e gestito dall’impresa sociale Cotti in Fragranza;
- pranzo in compagnia di alcuni pazienti che hanno donato le protesi.
Da una parte, c’è stato il piacere di chi ha dato, dall’altra, la gioia di chi ha ricevuto.
Uno scambio di energie e sinergie, a cui mi fa piacere aver dato il mio contributo, a livello professionale come fisioterapista per amputati e prima ancora personale, e che ci auguriamo possa essere sinonimo di nascita e rinascita. Giorno dopo giorno, come un continuo Natale.





